Prima mostra d’arte personale del pittore imolese Franco Fabbri:
dal 13 al 15 maggio 2022, presso l’Ex Bar Bacchilega – via Emilia 167, Imola.

Giornate

  • Venerdì 13, h. 18.00 vernissage: aperitivo di benvenuto e saluto istituzionale, con la partecipazione del sindaco di Imola, Marco Panieri, e dell’assessore alla cultura, Giacomo Gambi.
  • Sabato 14, h. 10,00 – 13,00 / 15,00 – 22,00: la galleria è rimasta aperta ai visitatori. Nel pomeriggio, alle ore 16.00, si è svolto un incontro con Encefali a Remi, esperti d’arte e di arteterapia. È seguito, alle ore 18,00, l’intervento dell’artista, accompagnato da un aperitivo sulle note del trio jazz RedEmma.
  • Domenica 15, h. 10,00 – 13,00: la mostra è rimasta aperta ai visitatori. Come nei giorni precedenti, sono stati presenti volontari di ARGO pronti ad accogliere i visitatori e preparati per fornire a questi una panoramica del lavoro artistico presentato e dell’autore dei quadri.


L’Associazione Argo si è inserita all’interno dell’evento Naturalmente Imola per creare, assieme a Fabbri, un percorso esperienziale che valorizzi il ruolo e l’importanza della Natura nell’ispirazione e nel processo poietico dell’artista, concedendo spazio e visibilità ad un artista che ha fatto del patrimonio naturalistico della nostra Città e del circondario un soggetto concreto del suo lavoro, ottenendo il plauso della critica.

Fabbri si dedica, fin da giovane, al disegno e al fumetto. Durante il lockdown si concentra sulla piuttura su tela, spaziando dall’astrattismo alla pittura figurativa e paesaggistica con l’utilizzo di tecniche miste. Si classifica al quarto posto del premio Raffaello Sanzio II, nel 2020, con l’opera IL VILLAGGIO, che ricevette una critica da Orazio Vancheri; riceve il premio Guglielmo II nel 2020 con l’opera NOMOFOBIA e si classifica al quinto  posto del premio Maestri a Milano nel 2022 con l’opera POLLUTION. Ottengono riconoscimenti dalla critica anche le opere LUCI BAGNATE e CITY SKILYNE. Nel 2021 viene selezionato per partecipare al Premio Vittorio Sgarbi, e per l’inserimento di alcune opere nell’annuario Artisti ’21 e Artisti ’22 editi da Mondadori.

La mostra, e la conseguente scelta delle opere, è stata pensata come un percorso che comincia da un momento di chiusura. Una crisi inevitabilmente accompagnata dal sentimento della solitudine, motore di un viaggio introspettivo, una contemplazione del sé alla quale l’io reagisce ancorandosi a passate passioni. Le passioni, unico appiglio nella realtà in burrasca, si ergono a forza creatrice e il soggetto, solo, riconosce come unica interlocutrice la natura. L’interiorità riscoperta è il nuovo sguardo dell’artista, che si posa sulla natura, la modella e la ricrea. Questa dialettica tra interno ed esterno, vicino e lontano, realtà e ricostruzione fantastica, nata dall’incontro con la solitudine, si ritrova, verso la fine del percorso, a dialogare con ciò che la chiusura aveva lasciato fuori: la collettività, il sociale, la moltitudine. Tuttavia, l’io, pur modificatosi il contesto, non abbandona la nuova lente appena acquisita. Il soggetto, ora, come un viaggiatore tornato da mondi esotici e lontani, vede la civiltà attraverso gli occhi dell’artista. Uno sguardo ormai maturo che si rivolge alla realtà con maggiore consapevolezza, riuscendo finalmente ad aprirsi al dialogo con l’alterità. Si cancella la dicotomia esterno-interno da cui il viaggio è iniziato per giungere – in attesa di nuovi approdi – a un riconoscimento della moltitudine e dell’Altro.





L’esposizione è stata arricchita da un percorso multimediale, volto a approfondire vita e scelte stilistiche dell’artista:

La mostra è stata visitata da un pubblico numerississimo, che ha ridato vita per tre giorni a un luogo storico della città di Imola.